Maschile
Ci sono molti modi di essere i più veloci. Ci si può persino riuscire due volte nella stessa gara. E non è detto che il primato più significativo sia quello sancito dal cronometro. È la storia dello statunitense Shani Davis, oro nei 1.000 metri nel pattinaggio di velocità davanti al connazionale Cheek e al favorito, l'olandese Wennemars. Perché Davis - che è stato anche argento nei 1.500 - non ha semplicemente fatto segnare il miglior tempo: è stato, soprattutto, il primo afroamericano a centrare un titolo individuale alle Olimpiadi Invernali. Il più veloce, appunto, a tagliare questo traguardo (dal Rapporto Ufficiale del C.O.).
The "black panther," Shani Davis
Si chiama "Right To Play" ed è un'associazione umanitaria che assiste i bambini nei campi profughi, cercando di tenerli lontani dal crimine e dagli abusi. È stata fondata dal norvegese ex-campione Olimpico su pista lunga Johann Olav Koss. È a "Right To Play" che Joey Cheek ha devoluto il premio in denaro ricevuto dal Comitato Olimpico statunitense per le due medaglie vinte a Torino, l'oro nei 500 metri e l'argento nei 1.000. Cheek, che proviene dal pattinaggio in linea ed era già salito sul podio per il bronzo nei 1.000 a Salt Lake City, ha così personalmente raccolto 40.000 dollari e spinto alcune società - ma anche altri atleti, come la canadese Clara Hughes, oro nei 5.000 donne - a effettuare a loro volta una donazione (dal Rapporto Ufficiale del C.O.).
American Joey Cheek who took gold in the 500 m
In Olanda, dove il pattinaggio di velocità è sport da prima pagina, ha fatto più notizia della Champions League di calcio. Perché i suoi successi - due ori (1.500 metri, davanti ai fuoriclasse Usa Davis e Hedrick e inseguimento a squadre) e un bronzo (5.000, vinti proprio da Hedrick) - non hanno fatto rumore solo in Italia. È la storia di Enrico Fabris da Roana, in provincia di Vicenza, 24 anni, fisico giusto a cominciare da un profilo che sembra fendere Paria, capacità innata di gestire energie e cronometro. Con i suoi successi, l'uomo copertina di questo sport, a Torino 2006 ha il merito di aver fatto conoscere all'Italia una disciplina tutta adrenalina (dal Rapporto Ufficiale del C.O.).
Enrico Fabris, is already well on the way to gold
American Chad Hedrick, winner of the 5000m race.
Sono poche centinaia i praticanti ad alto livello del pattinaggio di velocità in Italia. Basta questo dato per comprendere il valore non solo dei successi di Enrico Fabris ma anche dell'oro azzurro nell'inseguimento a squadre, vinto dallo stesso Fabris, da Ippolito Sanfratello (detentore di otto titoli mondiali su rotelle) e da Matteo Anesi, il più giovane, senza dimenticare Stefano Donagrandi, che ha gareggiato nelle eliminatorie. Un oro favorito dalla sfortuna che tradisce i maestri olandesi in semifinale (Kramer, argento sui 5.000, ha la pecca di inciampare nel supporto di plastica della pista) ma poi meritato dominando i canadesi nell'ultima gara.
Italy's team pursuit golden boys: Ippolito Sanfratello ahead of Matteo Anesi and Enrico Fabris in the final against Canada on 16 February