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Trampolino Italia - Le Olimpiadi d'Italia

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LE OLIMPIADI D'ITALIA
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Trampolino Italia

TRAMPOLINO "ITALIA"

La storia del trampolino «Italia» incominciò nel 1923. Fu appunto in quell'anno che, per iniziativa del locale Club Sportivo Dolomiti e con un congruo contributo finanziario del compianto barone Carlo Franchetti e degli albergatori di Cortina, venne realizzato per la prima volta e prese il nome di «Franchetti». Il trampolino «Franchetti», costruito in località Zuel e dotato di una pista di lancio di legno di modeste proporzioni, ebbe una portata di salto di circa 40 metri. Nel 1926, al «Franchetti» furono apportate le prime modifiche, col conseguente aumento della portata a metri 52. Nel 1939 il trampolino venne completamente demolito, perché non più rispondente alle nuove esigenze tecniche in vista delle gare internazionali progettate dalla F.I.S. a Cortina per il 1941. E nell'estate del 1940 l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, su progetto dell'Ingegner Mario Giacobbi e con la collaborazione del tecnico Federico Terschak, realizzò - con il finanziamento del C.O.N.I. - un nuovo impianto, cui venne dato il nome di Trampolino «Italia» della portata di 75 metri, dotato di un ponte di spinta in larice, dell'altezza di metri 48.

The history of trampoline «Italy» began in 1923. It was precisely in that year that, on the initiative of the local Dolomiti Sports Club and with a significant financial contribution from the late Baron Carlo Franchetti and the hoteliers of Cortina, it was built for the first time and took the name «Franchetti». The ski jump «Franchetti», built in the Zuel area and equipped with a wooden launch pad of modest proportions, had a jumping range of approximately 40 metres. In 1926, the first modifications were made to the «Franchetti», resulting in an increase in flow rate to 52 metres. In 1939 the hill was completely demolished, as it no longer met the new technical needs in view of the international competitions designed by the FIS in Cortina for 1941. And in the summer of 1940, the Autonomous Tourist Board, designed by Engineer Mario Giacobbi and with the collaboration of technician Federico Terschak, built - with funding from CONI - a new system, which was given the name Trampolino «Italy» with a capacity of 75 meters, equipped with a larch thrust bridge, 48 meters high.
Per i Giochi Olimpici occorreva un impianto veramente moderno. Perciò. come l'araba fenice, il vecchio glorioso trampolino scomparve ancora una volta per rinascere più superbo che mai alla luce del sole dolomitico. Il 15 aprile 1955 furono iniziati i lavori di demolizione e nel settembre dello stesso anno veniva inaugurato il nuovo trampolino e consacrato alle glorie di Olimpia.
A truly modern facility was needed for the Olympic Games. Therefore. like the Phoenix Arab, the glorious old trampoline disappeared once again to be reborn more superb than ever in the light of the Dolomite sun. Demolition work began on April 15, 1955, and in September of the same year the new ski jump was inaugurated and consecrated to the glories of Olympia.
Anche in tale circostanza fu coniata una speciale medaglia commemorativa, distribuita a tutti gli intervenuti.
A special commemorative medal, struck for the occasion, was distributed to all the guests.

L'inaugurazione ufficiale del trampolino avvenne l'8 dicembre 1955 con l'intervento del senatore Giuseppe Caron, in rappresentanza del Governo. Erano presenti i dirigenti del Comitato organizzatore, il Sindaco di Cortina d'Ampezzo e il Prefetto di Belluno. Benedisse l'opera Monsignor Giovanni Untergasser, Vicario della diocesi di Bressanone.

The official inauguration of the ski jump took place on December 8, 1955, with the intervention of Senator Giuseppe Caron, representing the Government. The leaders of the Organizing Committee, the Mayor of Cortina d'Ampezzo and the Prefect of Belluno were present. Monsignor Giovanni Untergasser, Vicar of the diocese of Bressanone, blessed the work.

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