Tiro a Bersaglio
Nelle gare di Tiro a segno delle Olimpiadi romane, i grandi favoriti erano i sovietici, cui si potevano opporre in tutte le specialità gli statunitensi. Le gare si svolsero dal 3 al 10 settembre nei poligoni "Umberto I" e "Cesano": Cinque specialità in programma, di cui tre di carabina e due di pistola. Per semplicità logistica, le cinque gare furono programmate una dopo l'altra: 3 e 5 settembre l'arma libera, il 5 e 6 la pistola libera, il 7 e 8 la carabina piccolo calibro tre posizioni, l'8 e il 9 il tiro celere con la pistola, il 9 e 10 la carabina libera posizione a terra.
La prima specialità a svolgersi, tra sabato 3 e lunedì 5 settembre al Poligono di Cesano, fu quella dell'arma libera a terra da 300 metri. Era la gara più attesa in quanto tutti si aspettavano la sfida tra il sovietico Bogdanov (primatista mondiale) e lo statunitense Puckel recente campione con record dei Giochi Panamericani. Poi, a causa di problemi fisici, il sovietico non poté partecipare e fu sostituito da Moysey Iktis, ma l'URSS poteva contare anche sul campione olimpico di Melbourne Vasilyi Borisov.
La finale si disputò nella giornata peggiore di tutta l'Olimpiade, pioggia e vento disturbarono molto i tiratori. Dopo la prima serie conduceva lo svizzero Spilmann davanti all'austriaco Hammerer ed il sovietico Borisov. Nelle altre due posizioni Borisov recuperò lo svantaggio ma non completamente, l'oro andò as Hubert Hammerer seguito da Spilmann e da Borisov.
Sempre il 5 settembre, ma al Poligono Umberto I, cominciarono le eliminatorie per la gara di pistola libera: 40 colpi da una distanza di 50 metri. La finale, con 54 tiratori, si svolse la mattina del 6 settembre. Nelle 6 serie di 10 colpi ciascuna emerse la classe del sovietico Alexei Gustchin, grazie alla quale conquistò l'oro battendo il record dello svedese Ullman che resisteva da Berlino 1936. Secondo si piazzò il suo connazionale Umarov e terzo il giapponese Yoshikawa.
La carabina piccolo calibro tre posizioni si svolse ancora al Poligono romano il 7 e l'8 settembre e non registrò sorprese di sorta: i due sovietici Viktor Shamburkin e Marat Nijasov erano i netti favoriti e furono loro ad aggiudicarsi l'oro e l'argento, terzo giunse il tedesco Klaus Zahringer.
The three-position small-caliber rifle took place again at the Roman shooting range on September 7 and 8 and did not cause any surprises: the two Soviets Viktor Shamburkin and Marat Nijasov were the clear favorites and it was they who won the gold and silver, with German Klaus Zahringer coming third.
L'8 e il 9 settembre si svolse al Poligono romano la spettacolare specialità del tiro celere alla sagoma. Si tira da 25 metri in piedi, il bersaglio è costituito da un gruppo di cinque sagome a forma d'uomo. Si sparano in due giornate nelle varie piazzole, 60 colpi in due riprese da 30, ciascuna di sei serie da cinque colpi.
Alla gara di Roma parteciparono circa 60 tiratori ed il favorito era il finnico Pentti Linnosvuo, suoi più pericolosi avversari erano il campione olimpico romeno Stefan Petrescu, i due sovietici Alexandr Zabelin ed Eugeny Cherkasov, lo svedese Stig Berntsson e gli americani William McMilan e Lawrence Mosely. La prima giornata vide Cherkasov al comando della classifica con 296 punti, avendo alle sue spalle tutti gli altri migliori tiratori. Nella seconda giornata Cherkasov finì fuori tempo nella serie da quattro secondi e perse clamorosamente un bersaglio. Ne approfittarono McMillan, Linnosvuo e Zabelin che conclusero tutti e tre a pari punti, 587. Il barrage vide vincitore McMillan, capitano dei Marine, ed alle sue spalle il finlandese ed il russo.